Biopolitica e Corpo Nazionale: La "Ginnastica Ideale" di Jigorō Kanō (1930)
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Nel nostro percorso di esplorazione del Judo come strumento di ingegneria sociale e nation-building, facciamo un salto indietro nel tempo fino all'agosto del 1930.
Siamo sette anni prima dello scoppio della guerra sino-giapponese. Eppure, nel saggio "Seiryoku Zen'yō Kokumin Taiku" (La ginnastica nazionale del miglior impiego dell'energia), il fondatore del Judo, Jigorō Kanō, intercetta già con straordinaria lucidità i sintomi di una profonda crisi identitaria e sociale che sta attraversando il Giappone.
Analizzando questo testo (raccolto nell'antologia Fondamenti del Judo, Luni Editrice), emerge il Kanō più squisitamente politico: un teorico che propone la cultura fisica come farmaco contro la deriva dei valori e come collante per la stabilità dello Stato.
La Crisi dei Valori e la Risposta del Kodokan
L'incipit del saggio è un'analisi sociologica spietata. Kanō rileva che gli insegnamenti etici tradizionali diffusi in Giappone, non essendo più ancorati a una realtà materiale e moderna, sono entrati in crisi. La conseguenza? Una pericolosa instabilità sociale.
Per sanare questa frattura, il Maestro non propone una dottrina astratta, ma due principi d'azione pratica:
- Seiryoku Zen'yō (精力善用): il miglior impiego dell'energia. Il motore indispensabile per il progresso economico e strutturale.
- Jita Kyōei (自他共栄): tutti insieme per progredire. Il metodo etico e collettivo per raggiungere quel progresso senza cannibalizzare la società.
La vera intuizione di Kanō sta nel legare indissolubilmente questa rigenerazione morale al benessere fisico della popolazione. Lo Stato-nazione ha bisogno di una Educazione Fisica Nazionale.
I Limiti dello Sport Occidentale e del Bujutsu Feudale
Per definire la sua "ginnastica ideale", Kanō procede per via negativa, analizzando e criticando i modelli dell'epoca:
- Gli sport occidentali e l'atletica: Pur amando lo spirito competitivo che spinge gli atleti ad allenarsi, Kanō ne vede i limiti politici e pratici. Spesso portano a uno sviluppo disarmonico del corpo, richiedono ampi spazi, attrezzature costose e la presenza di compagni di squadra. Non sono democratici né universali.
- Il Bujutsu (le arti marziali classiche): Eccellenti per l'interesse intrinseco del combattimento, ma rigide, pericolose e ancora legate a feticci strutturali o armi.
- La ginnastica scientifica occidentale: Ottima dal punto di vista anatomico e medico, ma priva di attrattiva e di risvolti applicativi nella vita quotidiana.
I 5 Capisaldi della "Ginnastica Ideale" di Stato
Se si vuole una popolazione sana e coesa, lo Stato deve fornire uno strumento accessibile e stimolante per tutti. Kanō formalizza quindi i 5 requisiti geopolitici e biopolitici della disciplina perfetta:
- Sicurezza: Sviluppare gli organi fisici senza pericoli o danni.
- Utilità: Stimolare movimenti che abbiano un risvolto immediato nella vita pratica e lavorativa.
- Inclusività: Essere accessibile a tutti, senza vincoli di età, sesso, o numero di partecipanti.
- Logistica zero: Potersi praticare in spazi ristretti e senza il bisogno di attrezzi costosi.
- Flessibilità temporale: Essere eseguibile ad orari fissi o nei ritagli di tempo.
Da questa formula matematica di ingegneria sociale nasce il Kodokan Judo.
[Bujutsu Tradizionale] + [Principi Scientifici Occidentali]
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[Seiryoku Zen'yō (Energia)]
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KODOKAN JUDO (La Via Maestra)
Il Judo non è una costola del jūjutsu feudale; è il Dai-Do (la Via Maestra) che lo sussume e lo supera, elevando l'efficacia del combattimento a principio universale dello Stato moderno.
Il Judo tra Efficacia Pratica e Arte Espressiva
La ginnastica di Kanō si divide in due anime speculari:
- L'anima pratica: Insegna l'attacco e la difesa (fondamentali per l'integrità del cittadino) applicando le scienze occidentali: fisiologia, anatomia, igiene e patologia.
- L'anima attrattiva (Hyōgen-Shiki): Uno "stile di espressione" corporea, quasi teatrale (vicino al teatro Nō), capace di veicolare considerazioni morali attraverso il gesto. È qui che risiedono le forme più alte come l'Itsutsu-no-kata (la rappresentazione fisica di un'idea) e il Jū-no-kata (che raffigura la capacità di raccogliere l'energia dell'universo per scaricarla sull'avversario).
Da politico, Kanō non si limita a scrivere: agisce nelle istituzioni. Fonda la Facoltà di Ginnastica su modello occidentale, inserendovi corsi di psicologia, etica, igiene e didattica. Il corpo del cittadino viene educato insieme alla sua mente.
Il Nemico Invisibile: Il Testamento Poetico di Kanō
Il saggio si conclude con una poesia dello stesso Jigorō Kanō che ridefinisce il concetto stesso di "combattimento". Non si combatte per distruggere lo Stato vicino, ma per emendare sé stessi:
La vita è un combattimento per il bene
e il nemico terribile che si oppone
è quello invisibile nascosto nel cuore,
il pensiero egoistico.
Pulite lo specchio
atteggiando lo spirito a liberarvi del male,
eseguendo gli esercizi
come un combattimento
contro il male esterno
e altrettanto contro il nemico invisibile
che vi ostacola;
perché vi aiutino
a crescere fisicamente e moralmente.
Nel 1930, Jigorō Kanō cercava di arginare l'egoismo nazionalista e individualista attraverso la disciplina del corpo. Una lettura densa, che vi invitiamo a scoprire direttamente tra le pagine di Fondamenti del Judo, per apprezzare anche le spiegazioni che il suo fondatore fa del Tandoku-Renshu e del Sotai-Renshu.